Archivi Blog

Nuovo dominio

Il sito ha un nuovo dominio: http://www.stefanobrunoro.com.

Piccoli passi per crescere.

Annunci

Nell’epoca della comunicazione digitale – Il ruolo dell’informazione

L’informazione, ma più in generale l’intero mondo della comunicazione ha conosciuto nell’epoca digitale una vera e propria rivoluzione, di cui ancora si fatica a riconoscere la portata. La proliferazione di nuovi mezzi, a partire da quel gran contenitore che è il web, ha portato ad una produzione, accessibilità e condivisione  dei contenuti mai sperimentate nella storia. Il volume complessivo dei dati digitali generati e condivisi raggiunge cifre impressionanti: l’unità di misura è ormai il fantascientifico zettabyte, mille miliardi di gigabytes. Per dare un’idea uno zettabyte corrisponde a 180 milioni di volte il contenuto della biblioteca del Congresso di Washington.  E non importa in questo momento quanto di questo volume enorme di parole, immagini, audio e video sia solo spazzatura.

Questa è l’epoca della convergenza, non tanto degli strumenti quanto delle funzioni e chi fa informazione ne deve essere primariamente consapevole. Deve conoscere le peculiarità di ogni strumento, del suo pubblico e dei suoi tempi e modi di fruizione. Deve saper scrivere un buon pezzo per la carta stampata, dare notizie in tempo reale e senza interruzioni sul web, deve produrre video per le emittenti e per gli utenti in mobilità. Deve insomma saper raccontare al meglio la storia con strumenti narrativi diversi, a pubblici diversi e in momenti diversi.

Internet è diventato il canale fondamentale a cui guardano anche gli altri media. Internet fagocita gli altri codici, la scrittura in primis, ma ora sempre più anche l’audiovisivo. You Tube, il portale di video per antonomasia, è anche il secondo motore di ricerca dopo Google. Ciò significa che quello che cerchiamo nel web sono sempre di più i contenuti multimediali. Si stima che solo su You Tube vengano visualizzati un miliardo di video al giorno in tutto il mondo. Anche in Italia la televisione generalista segna il passo al web per alcune fette di audience come i giovanissimi e la fascia 18-34 anni.

E il 75% dei 18-34enni italiani usa ogni giorno un social media. I social media rappresentano essenzialmente interazioni virtuali tra persone. Da Facebook a Twitter, fino a Linked In e alla miriade di blog che popolano la rete.

Un universo che per molti cittadini del mondo è diventato un luogo dove spendere molto del proprio tempo per relazionarsi, ma anche per informarsi. E non è un caso che la rivoluzione digitale abbia investito soprattutto la carta stampata: 24 dei 25 giornali più importanti del mondo hanno registrato un calo di vendite importante e le stesse redazioni si stanno modificando. Se è vero che da sempre si è data molta importanza al tessuto di relazioni che deve saper tessere un buon giornalista, oggi questo non basta più. Perché la rete più che un semplice mezzo è la forma di relazione principe nell’era digitale, dove il giornalista deve essere un nodo collegato ad altri nodi, i ruoli si confondono e le funzioni si moltiplicano.

Il ritmo dell’innovazione non rallenterà e le tipologie di contenuti, oltre alle piattaforme di distribuzione, continueranno a moltiplicarsi. La sfida aperta dai nuovi canali deve diventare un’opportunità più che una minaccia anche nel nostro paese, dove i problemi strutturali di una rete non all’altezza e quelli culturali e politici di un’agenda digitale ancora da pensare rischiano di penalizzarci da qui ai prossimi anni.